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Con la parola digiuno si indica una restrizione dell’assunzione del cibo e potresti averlo sentito nominare associato a diverse tecniche di detox o dieta. Nella storia è presente in moltissime tradizioni culturali, spesso proposto per motivi religiosi oppure come metodo di cura.
Come puoi immaginare, oggi è molto studiato anche come possibile strategia di controllo dell’obesità
Ma cosa succede quando digiuni? Vediamo insieme 7 cose che accadono:
- Si attivano i processi di pulizia dell’organismo, con eliminazione di cellule danneggiate
- L’intestino “fa vacanza” dal normale lavoro e attiva processi di riparazione della mucosa
- I metabolismi degli zuccheri e dei grassi si modificano per convertire i depositi in energia disponibile
- Partono processi di rigenerazione delle cellule nervose e aumenta la capacità di creare connessioni tra neuroni
- Migliorano le capacità cognitive e lo stato di concentrazione
- Aumenta la produzione di serotonina, se il digiuno è protratto, e crescono le sensazioni di realizzazione e controllo
- Si possono ridurre sensazioni di dolore presenti nel corpo
Questi sono solo alcuni dei processi che s’innescano cambiando drasticamente l’assunzione di alimenti, in altri post ti racconterò più nel dettaglio cosa succede.
A partire da oggi digiunerò per 7 giorni: un numero magico? Un numero pratico essendo una settimana precisa, ed in più mi ricorda che ho almeno i 7 buoni motivi visti sopra per arrivare a completarlo. E’ anche un numero “metabolico” poiché alcuni dei processi citati ha bisogno di tempo per instaurarsi. Ma come lo faccio?
Esistono tipologie differenti di digiuno, parziale o totale, che dipendono dalle motivazioni e dalle condizioni di salute da cui si parte. si possono ridurre le calorie della giornata a livelli del 20-25% del normale apporto, si può fare digiuno intermittente, o farlo completo.
Personalmente seguo un’impostazione imparata anni fa durante la formazione AMIK come operatrice del metodo Kousmine. Per 7 giorni sospendo l’assunzione di cibo solido e utilizzo solo estratti di verdure.
In realtà nel tempo (è una pratica che compio periodicamente da 12 anni) ho ridotto molto anche l’uso degli estratti, poiché dopo i primi giorni il sapore mi nausea, a causa probabilmente delle alterazioni di gusto conseguenti alla lieve chetosi. Nel tempo li ho sostituiti con l’uso di acqua semplice o tisane varie e bevo solo più un estratto al giorno.
In aggiunta uso giornalmente integratori di vitamine, potassio, magnesio e vari fermenti lattici, per sostenere i processi che si attivano durante la fase di digiuno.
Al termine dei 7 giorni, inizio a reintrodurre gli alimenti, con uno schema particolare…
Ti ho incuriosito e vorresti provare? Se vuoi sapere quale tipologia di digiuno può essere adatta a te, ti consiglio di non partire con il faidate (come accennavo sopra, le condizioni variano in base allo stato di salute e altri fattori), puoi invece contattarmi